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Diodato, da Aosta alla conquista di Sanremo 2020

Diodato Cantante

Il suo nome, ormai, è sulla bocca di tutti. La sua musica è entrata nei cuori degli italiani. La sua faccia pulita, la sua umiltà, il suo talento hanno conquistato il panorama musicale italiano. Stiamo parlando di Antonio Diodato, nato ad Aosta, decretato sabato scorso vincitore della settantesima edizione del Festival di Sanremo.

Una vita dedicata alla musica

È nato ad Aosta il 30 agosto 1981 il talentuoso cantautore che è salito sul gradino più alto del podio nella kermesse dedicata alla musica italiana. Già da piccolo si è trasferito dapprima a Taranto, terra natale dei genitori, e poi a Roma. L’amore per la musica lo scopre quando era ancora un adolescente. Inizia suonando il violino per passare, poi, alla chitarra. A soli 7 anni forma, con gli amici d’infanzia, una piccola band musicale. A vent’anni lascia tutto per approdare a Stoccolma dove consolida la sua passione realizzando i primi lavori. Ritornato in patria, si laurea in cinema, televisioni e nuovi media al DAMS dell’Università degli Studi di Roma Tre. Il debutto nel mondo della musica lo fa nel 2007 con un Extended Play.

Antonio Diodato

Mentre il primo album, E forse sono pazzo, arriva nel 2013. Ne ha all’attivo altri tre. A ritrovar bellezza del 2014, Cosa siamo diventati del 2017 e, infine, Che vita meravigliosa, di ques’anno. Quest’ultimo contiene anche il brano omonimo che fa parte della colonna sonora del film La dea fortuna. E il successo è immediato. Cominciano i live, i concerti, i tour in Italia e all’estero. La sua musica delicata, che risente delle influenze dei Pink Floyd, ma anche di De André, Tenco e Modugno, è apprezzata e amata dagli italiani. E lo dimostrano i riconoscimenti e i numeri.

Diodato a Sanremo

E poi… Sanremo. Calca per la prima volta il palco dell’Ariston, il più prestigioso, il più temuto, nel 2013. Con Babilonia si aggiudica il secondo posto nella sezione Nuove Proposte e il premio della giuria. Ritorna, sta volta tra i big, nel 2018 con Adesso, insieme a Roy Paci. Arriva, però, ottavo. Quest’anno ha deciso di riprovarci. La sua Fai rumore fin da subito ha militato nei piani alti delle classifiche provvisorie. E sabato scorso Antonio Diodato, il giovane nato ad Aosta, ha conquistato Sanremo 2020. Non solo si è portato a casa il leone ma anche il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla” e, infine, il “Premio Lunezia” per il valore musical-letterario del brano. E si è aggiudicato il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Un successo, questo, che anche la città che gli ha dato i natali festeggia.

Fai rumore

La ballata arrivata al primo posto dell’edizione numero 70 del Festival della musica italiana “è un invito a far sentire la propria umanità, è un rumore dolce” – come ha spiegato Diodato stesso. È, anche, un invito a non rimanere in silenzio ma a far sentire la propria voce, in qualunque caso. Durante una discussione, per esprimere un disappunto, ma anche per esternare le proprie emozioni, sentimenti e pensieri, soprattutto alla fine di una relazione d’amore.

Antonio Diodato Profilo

Quando, nonostante tutto, i pensieri ritornano liberi a una lei o un lui che non c’è più. “Ma fai rumore sì, Che non lo posso sopportare. Questo silenzio innaturale tra me e te”. Un invito a non trattenersi nulla dentro, perché i silenzi possono essere interpretati erroneamente, creando malintesi e, di conseguenza, allontanando le persone. “E non ne voglio fare a meno oramai. Di quel bellissimo rumore che fai“. Bisogna, dunque, sempre, con dolcezza, con calma, con pacatezza far rumore.

Immagine dalla pagina Facebook ufficiale di Antonio Diodato

Diodato, da Aosta alla conquista di Sanremo 2020 ultima modifica: 2020-02-11T09:00:00+01:00 da Serena Villella
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