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Paolo de Ceglie, dalla titolarità alla Juve al dimenticatoio

Paolo de Ceglie

Può un calciatore passare dall’essere fra i protagonisti di uno scudetto a trovarsi svincolato a 31 anni e fuori da ogni trattativa di mercato? Ebbene sì! Questa, infatti, è la storia di Paolo de Ceglie, terzino aostano ex Juventus, ormai da uno anno senza squadra.

Un inizio di carriera molto promettente

E pensare che Paolo de Ceglie fu lungamente titolare nella stagione del primo scudetto di Antonio Conte nella Juventus. Il ragazzo di Aosta, classe ’86, infatti, era tra i terzini più veloci della Serie A e fu spesso padrone della fascia sinistra nel 3-5-2 bianconero. Sembrava il coronamento del sogno di un bambino, arrivato alla Juve a soli 10 anni da una rappresentativa valdostana. De Ceglie aveva debuttato nei bianconeri a soli 20 anni, quando era già nel giro dell’Under 19, nell’anno della B. E poco male se alla sua prima apparizione (a Napoli) causò la rete del pareggio dell’azzurro Bogliacino. Quegli errori di concentrazione, che in seguito saranno sempre giudicati in termini molto severi, erano ancora concessi a quel ragazzo dalla faccia pulita.

Paolo de Ceglie alla Juventus
Paolo de Ceglie festeggia il suo primo scudetto con la maglia della Juventus. Fonte: Gianluca di Marzio

E così arrivarono ben presto il primo goal in bianconero, sempre quell’anno nel 4-1 al Lecce, la convocazione nell’Under 20 italiana, la prima stagione in Serie A in prestito al Siena e la convocazione nell’Under 21 di Pierluigi Casiraghi, con cui fece anche tre presenze all’Olimpiade. Così, quando nel 2008 De Ceglie tornò alla Juve, la sua carriera sembrava quella di un predestinato. E così fu, inizialmente. Paolo rimase in bianconero fino al gennaio 2014, con 90 presenze e una rete all’attivo. Ma dopo il 2011-12, purtroppo, il suo rendimento calò in maniera evidentissima.

La lenta discesa di Paolo de Ceglie

Paolo de Ceglie, infatti, già nell’ultimo anno e mezzo finisce sempre di più ai margini della squadra a causa di vari errori e della concorrenza sempre più agguerrita. Così passa in prestito prima al Genoa, con alterne fortune, e poi per sei mesi al Parma dove, dopo una prestigiosa doppietta all’Inter, viene richiamato alla base per andare a rimpinguare la fascia sinistra. Scende in campo, tuttavia, solo due volte e, durante l’estate successiva, si consuma la rottura definitiva. Passa in prestito all’Olympique Marsiglia, dove gioca solo 6 partite, peraltro disastrose. Torna così alla Juve, dove ha ancora un anno di contratto.

Paolo De Ceglie Al Parma
De Ceglie, con la maglia del Parma, festeggia la sua clamorosa doppietta al Parma. Fonte: Calcioweb

Fuori dal progetto, De Ceglie rifiuta ogni destinazione, rimanendo un anno intero fuori rosa. Scaduto il contratto coi bianconeri, impiega sei mesi per trovare un’altra squadra. Scartato dal neopromosso Benevento, a gennaio firma per gli svizzeri del Servette. I due goal in undici presenze, tuttavia, non gli consentono di ottenere il rinnovo e, così, si ritrova di nuovo svincolato. Altri quattordici mesi sono passati da quel momento e Paolo non ha ancora trovato qualcuno che creda ancora in quel terzino veloce e un po’ arruffone che sfiorò la Nazionale maggiore. Ma nel frattempo Paolo, che è anche diventato dj (il suo singolo Moving On, uscito nel 2013, ha permesso di raccogliere fondi da destinare a L’associazione di Idee, una ONLUS che si occupa di bambini autistici), non ha annunciato ancora il ritiro e aspetta una chiamata per dimostrare di aver ancora tanto da dare al mondo del calcio.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
Paolo de Ceglie, dalla titolarità alla Juve al dimenticatoio ultima modifica: 2019-08-20T09:00:14+02:00 da Luigi Bove

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