MONUMENTI STORIA

Il ponte acquedotto di Pont d’Aël, un esempio di ingegneria romana

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È risaputo di quanto gli antichi Romani fossero dei brillanti ingegneri civili. Memori della lezione etrusca, approfondita da ulteriori studi, essi arrivarono a progettare strutture impensabili prima di allora. Ad Aosta, ad esempio, il ponte acquedotto di Pont d’Aël è una straordinaria struttura di duemila anni, ma di grande modernità.

Una grande opera di ingegneria civile romana

L’approvvigionamento d’acqua alla colonia di Augusta Prætoria Salassorum, l’odierna Aosta, venne assicurato dalla costruzione del ponte acquedotto di Pont d’Aël, che sostiene, a duemila anni di distanza dalla sua costruzione, avvenuta nel 3 a.C., una struttura incredibilmente avanzata per l’epoca. È lungo sei chilometri e la sua conformazione originaria era disposta su tre livelli, con una galleria di controllo sotto la conduttura dell’acqua. Il ponte si trova in corrispondenza del torrente Grand Eyvia, all’entrata della val di Cogne, a sud-ovest di Aosta. Le prime misurazioni  avvennero nel 1930 ad opera dell’archeologo Piero Baroncelli, che completò la prima tranche avvenuta nel 1864, dopo lo scavo del ponte.

Pont Ael Stefano Venturini

Una foto suggestiva della struttura

La misurazione completa del Pont d’Aël avvenne grazie a Mathias Döring nel 1996. Questi dimostrò che la struttura non fu costruita per il trasporto di minerali ferrosi, ma serviva per irrigare le aree agricole della colonia e per rifornire un lavaggio dei minerali ferrosi estratti a Cogne.

Raro esempio di rifornimento protoindustriale

Il ponte acquedotto di Pont d’Aël è oggi suddiviso in due livelli. In quello superiore vi è un condotto pavimentato in grosse lastre squadrate e impermeabilizzato da malta idraulica. Il condotto inferiore, invece, consentiva il trasporto di uomini e animali. Sul fronte nord vi è un’iscrizione ne permette la datazione precisa, oltre a specificarne il promotore dell’opera, nonché proprietario, Caius Avillius Caimus di Patavium (Padova). Questo personaggio era un facoltoso esponente della famiglia degli Avilli, che ambiva alla gestione delle cave di marmo di Augusta Prætoria.

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Una foto dell’epigrafe

Il ponte acquedotto di Pont d’Aël è uno dei rari esempi di condotti d’acqua privati utilizzati anche per scopi proto-industriali e non solo per l’approvvigionamento di acqua di una residenza o un possedimento terriero. La conduttura, infatti, rappresenta una struttura cardine per l’estrazione del marmo bardiglio, molto utilizzato nel territorio romano che oggi corrisponde alla città di Aosta.

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Il percorso di visita del ponte

Il progetto di valorizzazione di questa importantissima testimonianza di ingegneria civile romana ha portato alla ricostruzione del percorso originario, che adesso viene utilizzato dai visitatori per le escursioni e le visite.

L’epigrafe

L’iscrizione apposta sul ponte, datata 3 a.C., è la seguente

MP CAESARE AVGVSTO XIII COS DESIG
C AVILLIVS C F CAIMVS PATAVINVS
PRIVATVM

La ricostruzione dell’epigrafe ha portato a concludere che le parole appena citate rappresentano un’abbrevazione di questo concetto:

Imperatore Caesare Augusto XIII consule designato
Gaius Avillius Gaii filius Caimus Patavinus
privatum

Eccovi la traduzione:

«Al tempo in cui l’imperatore Cesare Augusto fu nominato console per la 13ª volta,
Caio Avillio Caimo da Padova, figlio di Caio, (ha costruito questo ponte)
con mezzi privati.»
Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Il ponte acquedotto di Pont d’Aël, un esempio di ingegneria romana ultima modifica: 2018-11-30T10:30:48+00:00 da Luigi Bove

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