EDIFICI STORICI MONUMENTI

Saint Pierre ed il suo Castello

saint pierre - lato nord castello

Il Castello di Saint Pierre sorge sopra uno sperone roccioso che domina l’omonimo paese. Presenta tutti gli elementi costitutivi del classico castello valdostano, dall’aspetto ‘fiabesco’, con la torre, la cinta muraria ed un nucleo residenziale. Grazie al suo aspetto molto scenografico è diventato nel tempo uno dei simboli più importanti della Valle D’Aosta.

Le origini del Castello

Deve il suo nome ai suoi primi proprietari, i De Sancto Petro, ai quali si devono le due torri ancora presenti. Nei secoli successivi il Castello passa nelle mani di diverse signorie, tra cui i Signori di Quart, i Savoia e gli Challant; ognuna delle quali ha contribuito ad aggiungere o modificare parti dell’edificio a favore delle proprie esigenze. Fino a quando, nel 1600, l’intero Castello divenne proprietà della famiglia Roncas, che lo trasforma in una dimora sontuosa.

saint pierre - dettaglio campanile

Dettaglio promontorio roccioso

Il lato nord si affaccia sul promontorio roccioso, mentre il lato sud guarda su un piccolo cortile circondato da una cinta muraria merlata. Ai suoi piedi si trova la Chiesa parrocchiale di Saint Pierre, ricostruita nel 1872, ma le sue origini risalgono a prima dell’anno 1000. Tra la Chiesa ed il Castello è situato l’antico campanile romanico, costituito da una torre a pianta quadrata. All’interno si trovano nove sale che, col tempo, sono state adibite a Museo Regionale di Scienze Naturali, dal 1985 di proprietà del Comune di Saint Pierre.

saint pierre - giardini interni

Giardini interni Castello

Museo regionale di Scienze Naturali

Queste nove sale illustrano l’ambiente naturale valdostano ed i suoi molteplici aspetti. Per accedere alle verie sale si passa attraverso la cosiddetta sala del trono, ricca di mobili d’epoca, con un grande camino in pietra sul quale è dipinto lo stemma di Saint-Pierre.

  • La prima sala, che occupa l’antica scuderia del castello, è dedicata agli aspetti mineralogici e geologici del territorio regionale.
  • La seconda sala tratta gli aspetti climatici della Valle d’Aosta.
  • Nella terza sala è esposta la collezione osteologica, riguardante l’apparato osseo, del Parco Nazionale del Gran Paradiso, degli stambecchi.
  • Nelle sale quarta e quinta l’interesse e’ spostato sulla flora valdostana, sulle sue origini, i rapporti con l’ambiente e poi sulla vegetazione tipica della Valle.
  •  Nella sesta sala sono stati ricostruiti quattro ambienti tipici valdostani, ciascuno dei quali presenta esemplari caratteristici della flora e della fauna.
  • La settima sala è dedicata alla fauna ornitologica, con l’analisi di aspetti biologici e sistematici.
  • L’ottava sala tratta grandi e piccoli mammiferi, mentre la nona sala ospita insetti e reperti di vari ordini.

Dal 2008 il Castello è oggetto di un processo di riqualificazione, con l’obiettivo di valorizzare l’esposizione museale incentrata sulla tecnologia e l’interattività, così da poter catturare l’attenzione di differenti fasce di pubblico, attraverso la storia della Valle d’Aosta e la sua ricchezza ambientale.
Il Museo Regionale di Scienze Naturali, che si è anche arricchito di una nuova struttura operativa, il Centro di Ricerca scientifico-naturalistica del Marais, dispone di parcheggio ed organizza attività didattiche ed eventi.

Annalisa Pedà

Autore: Annalisa Pedà

Sono Annalisa Pedà, classe 1990. Sono calabrese, ma vivo da alcuni anni ad Aosta. Ho studiato lingue straniere al liceo ed adesso lavoro per una multinazionale francese. Sono una grande salutista, pratico tanto sport e curo tanto la mia alimentazione . Amo viaggiare e andare alla scoperta di nuovi sapori, nuovi odori e nuovi stili di vita. Oltre alla passione per lo sport e per i viaggi, c’è anche la mia grande passione per la moda. Gestisco un blog personale da alcuni anni in cui parlo di queste mie passioni.
Scrivere mi rilassa e credo sia l’hobby migliore per accantonare la quotidianità.

Saint Pierre ed il suo Castello ultima modifica: 2019-03-22T10:30:23+02:00 da Annalisa Pedà

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