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Che lingua si parla ad Aosta? Il bilinguismo e i dialetti

Copertina Lingue

Curiosa quanto complicata è la storia che lega Aosta alla lingua. È lecito chiedersi: quale lingua si parla nella città? Dopo le innumerevoli vicende politiche che hanno influito sulla cultura linguistica del luogo è opportuno riassumere le fasi di questi cambiamenti prima di capire l’attuale situazione. Quel che è certo è che la zona valdostana è ufficialmente bilingue, ma porta con sé le tracce delle antiche dominazioni nei dialetti, nell’accento e nei testi. Scopriamo insieme l’importanza dell’italiano e del francese insieme alla sfaccettature delle sue minoranze linguistiche.

La storia della lingua ad Aosta

In origine ad Aosta e dintorni si parlava la lingua latina. In seguito alla conquista del territorio da parte del regno di Francia, gli abitanti dovettero imparare l’idioma francese che diventò presto la lingua ufficiale. È questo il periodo in cui subentra il primo bilinguismo che fa coesistere il francese e il franco-provenzale, una sorta di incrocio tra la lingua latina e quella francese. Questa situazione permane sino al 1861, quando con l’Unità d’Italia ad ogni regione fu imposta la lingua italiana come ufficiale.

Italia

Col passare degli anni il francese fu visto sempre più come un intruso nella cultura locale e soprattutto nel periodo fascista fu addirittura vietato il suo uso. Ancora una volta la tradizione linguistica di Aosta subisce un cambiamento nel 1948. Questa data segna un passo decisivo per la regione valdostana.  Diventata uno Statuto Speciale e, disponendo finalmente di una sua autonomia, decide di ufficializzare il bilinguismo italiano-francese.

Dialetti valdostani, patrimonio linguistico

La complessa storia linguistica della Valle d’Aosta ha lasciato tracce evidenti anche per quanto riguarda gli idiomi tuttora parlati in alcune zone. Oltre al francese e all’italiano, che coesistono negli atti pubblici, esistono minoranze che rendono variegata la cultura linguistica del territorio. La lingua franco-provenzale, ad esempio, non è andata perduta. Conosciuta anche con il nome patois, è presente nei dialetti valdostani e comunemente parlata in alcune vallate. Meno frequente la presenza del piemontese che nel passato ha avuto un suo ruolo come idioma principale.

Lingua

Una minoranza linguistica che invece è tuttora presente è di origine tedesca. Si tratta dei dialetti titsch e il toitschu: una derivazione dal ceppo tedesco che risale alla popolazione dei Walser. Si racconta che un tempo occuparono la Valle del Lys nei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La Trinitè e Issime. Anche nelle scuole si insegnano questi dialetti locali ancora presenti, per salvaguardare una tradizione ricca e articolata che è parte della storia del luogo. Dunque, è evidente che considerare Aosta una città bilingue è alquanto riduttivo. La bellezza della sua cultura è fatta anche di forme dialettali, accenti tipici e minoranze linguistiche che rievocano il passato e arricchiscono il presente.

Cristina Fontanarosa

Autore: Cristina Fontanarosa

Laureata in materie umanistiche ha fatto della sua passione per la scrittura e il giornalismo un vero lavoro a cui si dedica a tempo pieno. Vive in Sicilia ma gira il mondo coi suoi pezzi che trattano di tutto e di tutti, con la voglia di scoprire sempre cose nuove e luoghi interessanti.
Che lingua si parla ad Aosta? Il bilinguismo e i dialetti ultima modifica: 2018-10-30T11:23:57+01:00 da Cristina Fontanarosa

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