ARTE MONUMENTI

Un tesoro perso e poi ritrovato: il Teatro Romano di Aosta

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Teatro Romano Aosta

L’immagine del paesaggio aostano immerso nel verde, con le cime delle Alpi innevate è assai romantica e affascinante. Ed è in questo meraviglioso contesto che trova spazio anche uno dei siti archeologici più belli e importanti dell’Italia nordoccidentale. Si tratta del Teatro Romano di Aosta, che si trova lungo la strada principale della città, il Decumano massimo.

Ancora intatta l’imponente facciata

La collocazione storia della costruzione del Teatro Romano di Aosta è unanimemente indicata nel periodo immediatamente successivo alla fondazione della città, avvenuto nel 25 a.C.. Stando a questa certezza, sappiamo che l’anfiteatro risale all’epoca dell’imperatore Claudio, successore di Caligola. È collocato nella zona nord-orientale di Aosta, in posizione defilata, nei pressi della Porta Prætoria.

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Vista del Teatro Romano di Aosta

Stando ai resti del teatro si suppone che la sua struttura occupasse un’area di 81 metri in larghezza e 64 di profondità. Le gradinate erano recintate con una struttura a pianta rettangolare. La facciata meridionale è l’unica che si è conservata e si estende per 22 metri in altezza. L’imponenza della sua strutta è dovuta alla presenza di contrafforti verticali, posti a cinque metri e mezzo l’uno dall’altro. Il peso della struttura è scaricata tramite quattro ordini  ordini di aperture. In basso troviamo quattro arcate d’ingresso, mentre nella parte superiore le aperture, divise in tre ordini, hanno una forma più allungata, sovrastata sempre da archi a tutto sesto. La sua struttura fa supporre l’esistenza di una copertura simile che fu sepolto dalla lava a Pompei.

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Particolare delle gradinate del teatro

Il Teatro Romano di Aosta ha una forma che si avvicina a quella rettangolare. Poteva ospitare circa quattromila persone. Il palco, andato completamente perduto, era finemente ornato da statue, marmi e colonne in stile corinzio.

Dalla distruzione sventata alla riscoperta del teatro Romano

Dopo la caduta dell’Impero Romano, il teatro perse la sua funzione originaria e nel Medioevo venne rovinato dalle costruzioni che vi si addossarono negli anni. Fu un priore e storico, il valdostano Jean-Antoine Gal a salvare il Teatro Romano dopo che nel 1833 si propose di renderlo una cava di pietra in occasione della costruzione del municipio di Aosta. Gal si recò fino a Torino a piedi per invocare l’intervento del re affinché tale bene storico fosse salvaguardato.

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Il Teatro Romano di Aosta illuminato in notturna

Dalla quasi distruzioni, si passò alla valorizzazione e alla riscoperta. Carlo Promis, architetto e archeologo piemontese, nel 1838 cominciò i primi studi archeologici dell’area. Negli anni venti del Novecento si cominciò ad abbozzare una sistemazione del sito archeologico. Ma i lavori più importanti di recupero del Teatro Romano di Aosta si registrarono tra il 1933 e il 1941, che riguardarono la facciata e la zona sud-ovest. Negli anni Sessanta, inoltre, altri lavori riportarono alla luce strutture abitative del II e III secolo d.C..

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Jovanotti, vincitore dell’edizione del 2011 del Premio Mogol, che si è svolta nel Teatro Romano di Aosta

Ulteriori lavori di consolidamento della facciata furono effettuati nel 2008-2009, mentre nel 2013 si ultimò una struttura capace di ospitare oltre mille persone al coperto. L’assegnazione del Premio Mogol nel 2011, vinto da Jovanotti nella location del Teatro Romano di Aosta, infine, ha restituito definitivamente quella connotazione culturale che il luogo aveva in origine.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
Un tesoro perso e poi ritrovato: il Teatro Romano di Aosta ultima modifica: 2018-11-23T10:30:37+01:00 da Luigi Bove

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